JESI – Buone nuove questa mattina all’ospedale Carlo Urbani. Si è svolta infatti questa mattina la cerimonia di inaugurazione della nuova cucina e mensa dipendenti dell’ospedale jesino, ultimo tassello a completamento della struttura che diventa così pienamente operativa e funzionale in tutti suoi aspetti. Chiudono dunque ufficialmente le cucine che erano rimaste operative presso il vecchio ospedale del Viale della Vittoria, permettendo di concentrare in un’unica sede tutti i servizi rivolti all’utenza.
Il 21 novembre 2014 si era concluso il trasferimento di tutti i reparti e le attività sanitarie.
La realizzazione del nuovo Ospedale Carlo Urbani di Jesi ha comportato un impegno finanziario complessivo della Regione Marche di 70,6 milioni di euro ed è, di fatto, la più recente struttura ospedaliera della stessa Regione, dotata di 284 posti letto e di 5 sale operatorie Jesi con tecnologie di assoluta avanguardia. Con i suoi 11.000 ricoveri e 35.000 accessi di Pronto Soccorso all’anno rappresenta l’Ospedale di riferimento dell’Area Vasta 2.
La gara di appalto per il servizio di ristorazione dell’Ospedale di Jesi, per un importo complessivo di 9 milioni di euro, è stata vinta dalla Ditta Markas di Bolzano – per l’occasione rappresentata dal direttore del settore Food Armin Boschetto – e prevede una gestione che durerà 10 anni. La realizzazione della cucina e della mensa dipendenti, collocate al piano terra della struttura ospedaliera, è stata completata in tempi record – da settembre a gennaio – e in collaborazione con le aziende del territorio, secondo i più alti standard di innovazione, eco sostenibilità e antisismica per un investimento di 1 milione e 250 mila euro.

La nuova cucina è alimentata elettricamente ed pensata per ottimizzare il consumo energetico, con zone di lavorazione dei cibi dedicate per evitare ogni contaminazione, come l’area riservata alla preparazione dei pasti per celiaci, ed è dotata di attrezzature delle migliori tecnologie, come ad esempio quella per l’abbattimento termico delle temperature e quelle per l’igienizzazione delle stoviglie.

Grande attenzione sarà inoltre rivolta alle selezione delle materie prime, privilegiando aziende e fornitori del territorio.

La nuova cucina servirà più di 200 mila pasti l’anno, circa 600 al giorno, a degenti e dipendenti di Ospedale Carlo Urbani, Ospedale di Comunità di Cingoli, RSA di Montecarotto e Struttura Residenziali Riabilitativa di Jesi.

Grande attenzione anche nella realizzazione di menù da inserire nella dieta dei pazienti nutrizionalmente bilanciati e prodotti nel rispetto della sicurezza alimentare, così come nella scelta gastronomica studiata per i dipendenti.
Si va dal menù a tema ‘Oggi mangio Bio’ alla scelta solidale ‘Altro Consumo’, passando al ‘Menù F’ dedicato alle esigenze nutrizionali delle donne, anche in gravidanza. I collaboratori dell’azienda ospedaliera avranno a disposizione l’area mensa self service, con circa 70 posti a sedere, con una linea per la cottura espressa di pasta e carne, il Free Beverage a libero consumo oltre alla zona relax esterna pensata per l’estate.
I PROSSIMI INTERVENTI
A presiedere la cerimonia del taglio del nastro il sindaco Massimo Bacci e il presidente della regione Marche Luca Ceriscioli, Alessandro Marini, direttore Generale ASUR Marche, Maurizio Bevilacqua, direttore Area Vasta 2, e il vescovo di Jesi Mons. Gerardo Rocconi.


«Risultati positivi ottenuti da questo ospedale, segno di qualità e che si lavora bene – ha dichiarato il governatore della Regione Ceriscioli – Nella regione più longeva d’Italia, le strutture ospedaliere vanno costantemente aggiornate. Nuovi interventi ci saranno sempre: negli ultimi due anni sono stati stanziati per il Carlo Urbani circa 1 milione e 3 mila euro in tecnologie. Cambiano esigenze e le necessità della popolazione. Non stupisca che si continuerà ad investire risorse per offrire risposte e soluzioni ai cittadini».

Infine parole di ringraziamento dal vescovo Don Gerardo, prima della benedizione dei nuovi locali, ricordando che in ospedale accadono anche cose belle:«Gratitudine a chi mostra vicinanza e sensibilità alle esigenze dei pazienti. La malattia non colpisce solo il corpo ma anche lo spirito, è un momento di sofferenza intima». Poi un pensiero all’AVULSS, associazione di volontariato che, da trent’anni, assiste i malati anche durante la somministrazione dei pasti, sopratutto di quelli che non possono avvalersi dell’assistenza di familiari e amici.
A cura di Chiara Cascio
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