Marche arancioni, Acquaroli: «Decisione che subiamo. Domani confronto con l’ISS»

REGIONE – «Le Marche zona arancione, la decisione del Governo  arriva come un fulmine a ciel sereno». È critico il Governatore Francesco Acquaroli nei confronti dell’Istituto Superiore di Sanità che non «ha richiesto nessun confronto con la nostra struttura regionale – dice Acquaroli -. Avrei preferito una comunicazione più importante. Tanta amarezza, una decisione che subiamo».

Una misura presa «sulla base dei dati della scorsa settimana confrontati con quelli dell’ultima di ottobre» ha spiegato il Governatore su una diretta Facebook.

«Gli attuali dati epidemiologici ci sembravano invece oggettivamente in linea, l’indice Rt sotto controllo  – spiega Acquaroli -. Una classificazione che fino a ieri non era prevista: domani avremmo emesso un’ordinanza per limitare gli assembramenti, così da frenare ulteriormente la corsa del virus. Oggi però mi ha chiamato il ministro Speranza e mi ha spiegato che negli indicatori in loro possesso, riferiti alla settimana dal 2 all’8 novembre, confrontata con la settimana dal 26 ottobre all’1 novembre, si è registrato un incremento rispetto a quella ancora precedente che aveva valori molto bassi. Questa variazione ha creato un’allerta che ha determinato questa decisione».

Acquaroli è preoccupato per gli effetti sull’economia: «Sarebbe stato auspicabile un maggiore preavviso che avrebbe evitato disagi a quelle attività economiche già penalizzate che si trovano improvvisamente a dover chiudere – dice -. Molti ristoratori mi hanno chiamato, dicendo che avevano acquistato cibo per il pranzo della domenica. Un’ulteriore perdita, in un momento già così critico». Acquaroli vuole vederci chiaro: «Vogliamo capire – dice – Domani cercheremo di approfondire con l’ISS questi numeri per comprendere se la situazione nella nostra Regione è davvero precipitata tanto da dover richiedere il passaggio alla zona arancione o se si poteva fare scelte più prudenti e anche più condivise, non dico di concerto con me, che rappresento la parte più politica, ma almeno con il Gores che è costituita da professionalità importanti e con la Dirigenza sanitaria che conosce l’andamento della pandemia nelle strutture sanitarie».

 

Redazione

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