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Chiusura discarica, minacciato di morte l’assessore Bini: messaggi di solidarietà dalla Vallesina

A sinistra, Marco Bini. Al centro, il sindaco di Castelbellino Andrea Cesaroni. A destra, il sindaco di Monte Roberto Gabriele Giampaoletti

MONTE ROBERTO – Minacce di morte per Marco Bini, l’assessore del Comune di Monte Roberto che ha seguito in Provincia, in conferenza dei servizi, insieme al Comune di Castelbellino, l’iter procedurale sull’ampliamento della discarica “La Cornacchia” di Moie.
Un iter che si è concluso, dopo due anni e mezzo, con il diniego da parte della Provincia di Ancona del progetto presentato nel 2013 dal Comune di Maiolati Spontini. Mercoledì mattina l’assessore Bini, dipendente Sogenus – l’azienda che gestisce e si occupa della raccolta rifiuti –  fa una terribile scoperta: nella sala mensa adiacente lo spogliatoio del posto di lavoro, spunta un volantino con stampato una sua foto e  due frecce bidirezionali da e per il logo di un’impresa funebre locale. Poi la scritta: “Grazie per il lavoro che ci hai tolto”.

L’assessore Bini ha provveduto allora a sporgere denuncia al Commissariato per minacce verso ignoti. Ma la preoccupazione resta.

Nella conferenza stampa di martedì scorso, indetta dal Comune di Castelbellino, Bini aveva dichiarato di aver trascorso notti insonni nello studio del caso dell’ampliamento: dichiarazioni raccolte dalla stampa e non passate inosservate.

Non è un mistero che i Comuni di Castelbellino e Monte Roberto negli ultimi mesi abbiano lavorato a stretto contatto affinché il progetto di ampliamento della discarica venisse stoppato, in quanto non conforme a quanto stabilito dal nuovo Piano regionale dei Rifiuti. Un ulteriore sviluppo dell’impianto avrebbe infatti portato “La Cornacchia” ad una distanza inferiore ai 2 km dai centri abiti, non rispettando i parametri imposti dalla legge. Motivazione che, più volte sostenuta e manifestata dai due Comuni, ha convinto la Provincia a bocciare il progetto di ampliamento. Una sentenza che, sicuramente, ha destato la preoccupazione di qualche dipendente Sogenus per il timore di perdere l’impiego.

“Un atto di viltà che non va sottovalutato –  ha dichiarato il sindaco di Monte Roberto Gabriele Giampaoletti – Come Comune, del resto, abbiamo solo lavorato affinché venisse rispettata una legge, nell’interesse della collettività: confidiamo nelle indagini della magistratura”.

“Dovremo capire insieme il gesto. Qui c’è anche il mio pensiero, la solidarietà mia e del Sindaco di Castelbellino Andrea Cesaroni a Marco Bini – ha dichiarato il vice sindaco di Castelbellino Massimo Costarelli – Chi indaga faccia bene il suo lavoro, fuori e dentro la Sogenus, per conoscere i responsabili e capire la valenza dell’atto. Per tornare rapidamente alla normalità, e far comprendere la responsabilità democratica di chi amministra. Ma non si speculi politicamente, generalizzando, su Sogenus e su i suoi lavoratori che meritano rispetto. Su queste cose, non si gioca. Ci vuole responsabilità”.

Solidarietà anche da parte del Movimento 5 Stelle espressa tramite le parole di Massimo Gianangeli: “Ringrazio doppiamente l’assessore di Monte Roberto, sia a titolo personale sia a livello istituzionale, per aver avuto il coraggio di denunciare questo vergognoso tentativo di intimidazione. Manteniamo la calma e non accettiamo certe provocazioni che provengono da chi, forse, vorrebbe far degenerare su questo piano ciò che invece costituisce un’importante vittoria della legalità e dei diritti in Vallesina contro una proposta di impianto assurda ed inaccettabile per tutta la nostra comunità”.

Messaggi di sostegno e vicinanza – come ha dichiarato Bini sui social – sono arrivati anche, oltre che dal sindaco di Castelbellino Andrea Cesaroni, dai sindaci Umberto Domizioli di Maiolati Spontini e  da Angelo Santicchia di Santa Maria Nuova. Parole di solidarietà anche dall’ On.Emanuele Lodolini, Sel Vallesina e comuni cittadini.

 

 

 

Redazione

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