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City Post, anche il Teatro Pergolesi diventa un’opera d’arte

JESI – La città di Jesi come un museo a cielo aperto, con 70 manifesti di artisti e creativi comparsi sui muri della pubblica affissione per sostituire quelli, oramai ingialliti e strappati, delle pubblicità affisse nell’era pre Covid-19. Ha avuto una larghissima adesione l’iniziativa “City Post. La città che parla” organizzata dalla fotografa e scrittrice Francesca Tilio, da Graziano Giacani fondatore del Brand Festival, e dal collettivo Pensiero Manifesto, con il sostegno del Comune di Jesi assessorato alla cultura, stampa gratuita grazie a Digitall, spazi concessi da Abaco. Tra i messaggi d’autore – volti, fiori, abbracci, sorrisi, parole e colori – ci sono anche le opere realizzate da Fondazione Pergolesi Spontini, Musei Civici e studenti del Liceo artistico E. Mannucci di Jesi, per ricordare che l’arte è bellezza, cura, socialità e dialogo.

Due i creativi della Fondazione Pergolesi Spontini che hanno contribuito all’iniziativa: lo scenografo Benito Leonori e la designer Mina Minichino.

Nell’opera di Mina Minichino, il messaggio «ripartiamo spiegando la bellezza» prende vita sul drappeggio di un grande sipario rosso, quello storico del Teatro Pergolesi, che presto riaprirà dopo mesi di chiusura. Spiega l’autrice: «Tre cose mi hanno portato a realizzare questo poster. In primo luogo, mi figuravo un’immagine del teatro poco chiara, come se fosse in uno stato non ben definito, a causa della pandemia. Poi la ‘fase 2’ e la lenta ripresa verso la normalità mi hanno dato speranza, ed ho pensato ad una barca che spiega le vele per recuperare il tempo perso ed imbattersi in nuove avventure. Il nostro teatro è quella barca. E la terza, mi sono ricordata di quando mia madre stirava le camicie di mio padre, non trascurava una piega!»

Il messaggio di Benito Leonori è da comporre osservando la facciata del Teatro Pergolesi, con quattro manifesti per un’unica grande opera: «Ho sviluppato un lavoro di pittura postale, quasi delle cartoline da spedire in posta ordinaria, con la redazione di 4 parole-immagini che vengono espresse dal teatro verso la cittadinanza. Ogni parola contiene altre parole e le parole unite generano l’inizio di un discorso”, racconta lo scenografo. Quali parole? L’ultima è “abbraccio”, le altre sta a voi scoprirle!».

Redazione

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