JESI – “Qualcuno dice che “basta un sì” per cambiare l’Italia: allora rispondiamo con un fragoroso NO, perché non è quella l’Italia che vogliamo (credo) ed il sistema che qualcuno ha in testa”. Questa la posizione presa dal Presidente del Consiglio comunale Daniele Massaccesi sul referendum costituzionale:
“Non un’Italia asservita alle lobby ed alle banche, ed al potere finanziario, non un’Italia che accetta di veder licenziati, con un colpo di telefono o un sms, Amministratori Delegati di Banche (pure amiche di qualcuno), sostituiti magari da esecutori (compiacenti ?) o fidati amici, non un’Italia in mano all’Europa ed alle decisioni calate dall’alto, non un’Italia con un Parlamento di nominati e non di eletti, non un’Italia confusa, pasticciata e pasticciona, con un Senato ridotto a luogo di incontro “saltuario” per Consiglieri Regionali, Sindaci e pochi altri, e con una durata dello stesso non ancora chiara, apparentemente addirittura indefinita, non un’Italia che poteva anche decidere di mantenere Camera e Senato, previa precisa attribuzione di “identità” e di rispettive funzioni, e con una rigida ripartizione di competenze, ma dimezzando il numero di parlamentari di entrambi, non un’Italia che, con la riforma, poteva pure decidere di intervenire per eliminare le Regioni a statuto speciale, spesso fonti di privilegi e di spese folli o fuori controllo (v. le notizie che ogni tanto si ha modo di leggere, rabbrividenti, sui tanti centri di spesa esistenti, ad es., in Sicilia), ma che non lo ha fatto”.
E aggiunge: “Se vogliamo un’Italia diversa, che abbia finalmente la forza e l’animo di predisporre un piano per il Paese (che se ne vuole fare del nostro futuro?), che aiuti i “piccoli” e che sostenga l’economia reale, che non abbia fra i padri fondatori e costituenti Verdini e Boschi, che non abbia fra i “falsi” principi quello del cambiamento e della rottamazione, smentiti dal quotidiano operare secondo le vecchie logiche dei riti più triti della politica (le mance distribuite a destra ed a manca un pò a tutti, ora anche ai pensionati, in periodo “elettorale”), dei favori fatti spacciati per una diminuzione di tasse, a fronte però di corrispondenti tagli agli enti locali, costretti poi così ad aumentarle, abbiamo una possibilità al Referendum del 4 dicembre, quella di votare NO, semplicemente”
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