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Massoni in Consiglio: "Ecco chi siamo e come operiamo a Jesi"

JESI – Gaspare Spontini era un massone. Lo era anche Adriano Colocci, probabilmente anche il padre Antonio. E infine, Pacifico Carotti. La massoneria opera a Jesi da oltre un secolo. Sono 3 mila i massoni nelle Marche, 35 le logge, tre di queste operano a Jesi e sono unite sotto il Grande Oriente d’Italia (GOI). “La Massoneria ha l’obiettivo di formare gli uomini secondo i valori di libertà, fraternità e uguaglianza. Le nostre attivitá hanno risvolti positivi anche sul territorio”. Queste le parole del presidente del Collegio circoscrizionale delle Marche del Grande Oriente d’Italia Fabrizio Illuminati, invitato ieri dal presidente del Consiglio comunale Daniele Massaccesi a render pubblico ai cittadini come opera la massoneria nella nostra realtà locale. Insieme a lui c’erano i maestri “venerabili” – questa la loro terminologia – delle tre logge jesine: Carlo Mocchegiani di “Giustizia e Libertà”, Flavio Federici della “Loggia Pitagora “e, infine, Andrea Pelonara della “Giordano Bruno”. “Tutto il movimento del volontariato nasce sotto la spinta dei massoni, dalla Croce Rossa allo scoutismo, per arrivare all’oggi con gli Asili Notturni di Torino e la Società del Pane Quotidiano di Milano  – hanno spiegato al Consiglio – A Jesi abbiamo organizzato incontri culturali, convegni, raduni. In città esiste una casa massonica con un tempio, utilizzato anche dalle logge di Senigallia e Fabriano”. Non mancano l’attenzione e il sostegno per iniziative a beneficio della comunità: “Recentemente – hanno precisato – abbiamo donato 60 mila euro al Dipartimento di Scienze cliniche e molecolari di Ancona per finanziare un progetto di ricerca sull’Alzheimer grazie ad una convenzione con l’Università Politecnica delle Marche”.

Ma il desiderio di dialogo e tolleranza dei massoni non ha trovato terreno fertile in assemblea. Diversi i consiglieri comunali che, indignati dalla loro presenza, hanno puntato il dito contro l’aspetto principale di ogni loggia: la segretezza. Critiche arrivano anche dallo stesso Jesiamo: “I pregiudizi nascono dal comportamento. Fuori fate qualche “convegnetto”, dentro la loggia non si sa  – ha detto Paolo Cingolani – In voi vedo il fallimento degli ideali illuministi, siete una realtà ingoiata dal passato che ha confuso la libertà con il liberalismo e cancellato l’uguaglianza”. “Chiarite: fraternità e uguaglianza con chi e come prima di tutto – ha incalzato Paola Lenti –  e se potete essere d’aiuto nel cercare di risolvere i problemi seri di questo territorio”. Perplessità sulla segretezza anche da Mauro Magagnini. Il consigliere del PD Stefania Mancinelli, come donna, si é detta offesa dalla presenza in aula di una realtà sessista, che fa ancora distinzioni di genere. “Siete anacronistici” ha commentato Alfredo Punzo di Patto per Jesi. “Anticostituzionali” ha rincarato Matteo Marasca (PD) che, insieme a Massimo Genangeli (M5S) ha lanciato un appello: “Massoneria buona e giusta? Se all’interno dell’Amministrazione comunale fossero presenti massoni, che escano allora allo scoperto. Chiediamo trasparenza per i cittadini”.

Dal canto loro, i massoni  si sono difesi dalle accuse e hanno ribadito la loro apertura verso la cittadinanza: “E’ stato un evento storico: per la prima volta i rappresentanti della massoneria jesina del Grande Oriente d’Italia si sono confrontati con i consiglieri comunali nel civico consesso – ha concluso Illuminati – Siamo molto soddisfatti di aver dimostrato che esprimiamo valori e impegno anche per la collettività”.

 

 

A cura di: Chiara Cascio

Redazione

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  • Di tutto quello che ho letto sulla stampa di questo argomento probabilmente il tuo, Chiara, é l'articolo più equilibrato. Tutti peró hanno tralasciato la notizia che a Camerano gli Asili Notturni di Torino hanno aperto uno studio dendistico per curare gratis i meno abbienti.

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