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Marcozzi: "Sono l'uomo giusto per Jesi".

Nella foto, Paolo Marcozzi candidato per il PDL

Ultima carrellata di interviste, organizzate dalla redazione di Password ai candidati sindaci di Jesi, in vista delle elezioni amministrative 2012.

Questa volta, a parlare è Paolo Marcozzi, ex difensore civico al Comune di Jesi e candidato sindaco alle elezioni amministrative Jesi 2012 sostenuto dal PDL.

Iniziamo dal programma che avete presentato. Su cosa punterete?

“Il programma in sé è una promessa di metodo: intendo continuare ad ascoltare i cittadini per capire quali sono i loro problemi, così come facevo da difensore civico nei tre anni di incarico. Negli anni in cui ho ricoperto questo ruolo, non ho fatto che ascoltare le loro lamentele nei confronti di questa Amministrazione, il che mi ha indotto a presentare la mia candidatura. Essendo oramai il ruolo del difensore civico “soppresso” per legge, intendo mantenere un punto di ascolto con i cittadini, istituendo la figura dell’ assessore ai Rapporti col cittadino. Io credo che non debba essere il sindaco ad imporre delle direttive ma che le linee guida debbano procedere dal basso, dai cittadini”.

Quali sono i problemi della città che intendete primariamente risolvere?

“Ci aspettano anni di sacrifici. I soldi non ci sono e l’unico modo per recuperare risorse è risparmiare. Esistono in città delle società partecipate e di scopo che se eliminate genererebbero un risparmio di 700 mila euro”.

Ad esempio?

“Basta prendere in considerazione il settore cultura, dove operano la Fondazione Pergolesi Spontini, la Fondazione Colocci, una biblioteca, una pinacoteca e altri enti che hanno consigli di amministrazione, revisori e operatori. Se tutte queste strutture rispondessero ad un unico vertice – ad esempio l’assessorato alla Cultura del Comune – sarebbe possibile recuperare delle risorse. Anche l’azienda Arcafelice, per quanto il biologico piaccia a tutti, si può dare in gestione ad una cooperativa. Un bracciante, infatti, costa alle casse del Comune circa 2 mila euro al mese … sono spese non più sostenibili, in tempi come questi. Con le somme risparmiate, si possono offrire più servizi ai cittadini”.

Per sanare il bilancio, aumenterete le tasse?

“Il programma prevede tagli e recupero delle risorse,  senza alcun spreco di mezzi. L’intenzione è quella di non pesare ulteriormente sulle tasche dei cittadini le tasse … Ci pensa già il Governo con l’IMU! Stabiliremo una scala di priorità, poi decideremo di cosa la città ha bisogno. L’intenzione è quella di evitare, quanto meno, l’aumento di quello che era il gettito dell’ICI”.

Come può l’Amministrazione provvedere allo sviluppo del centro storico?

“Il Comune non è un imprenditore ma può facilitare la progettualità degli operatori economici. Ad esempio, può intervenire agevolando la variazione delle destinazioni d’uso e la modifica delle attuali norme, un tempo studiate per incentivare la ripopolazione del cuore della città. Oggi che il centro si sta svuotando di servizi e, di conseguenza, di abitanti, occorre un piano per favorirne il rientro”.

Alcuni tra i candidati sindaco si presentano come esponenti di liste civiche, proclamando la loro sfiducia nei partiti politici attuali. Che cosa ne pensa?

“Io sono stato il primo, in città, a ricorrere alla lista civica nel 1994. Ho rifatto l’esperienza anche nel 1998.  Tuttavia, questo sistema – che è comunque politica perché mira all’amministrazione della città –  ha un difetto: dura lo spazio di un mattino. Si sfalda subito dopo la fine della campagna elettorale. Per quanto impegno e buona volontà possano metterci i suoi componenti, la lista civica si troverà da sola a sorreggere la città, senza rifermenti provinciali o regionali. Inoltre, le liste di oggi sono appoggiate da movimenti di antipolitica, ossia distruggono anziché costruire. Il rischio è quello di scivolare nel “qualunquismo”. Solo un partito può traghettare la città verso un futuro, perché ha la struttura e la solidità per farlo. Partendo da una base politica stabile, posso dare quel valore aggiunto nella gestione della città”.

A sostenerla, sono venute in città due ex Ministri, l’on. Mara Carfagna e l’on. Maria Stella Gelmini. Qual è stato il loro messaggio per la città?

“Hanno espresso parole validissime e di solidarietà: «Con questa sinistra, la città ha conosciuto solo il declino … noi siamo l’alternativa!». Data la mia esperienza come difensore civico e i quarant’anni di volontariato alle spalle, mi ritengono l’uomo giusto”.

Qual è l’avversario che teme di più?

“Ovviamente il candidato di centrosinistra Melappioni, che potrebbe entrare al primo turno. Anche se tutto questo è irrazionale: è il candidato sbagliato, non voluto da gran parte della sua stessa coalizione. Lui stesso, nelle precedenti Amministrative, si è presentato contro il suo partito per poi farvi rientro … Mara Carfagna l’ha definito una “porta girevole” ma evidentemente la sinistra non aveva niente di meglio da proporci! Chiediamoci poi che cosa ha fatto Melappioni per Jesi… Volontariato? Non mi risulta. Si è forse battuto per impedire la chiusura del Tribunale? Neanche questo. Io invece sono tra gli avvocati che si sta spendendo a favore di questa causa. Al Consiglio regionale avrà pure fatto una riforma sanitaria, facendo risparmiare delle risorse alla Regione,  ma che vantaggi ha ottenuto per la città? Persino l’ospedale non è ancora terminato… Jesi la conosco e l’ho vissuta appieno, ho tutta la mia esperienza da offrire. Credo di essere una valida alternativa a Melappioni, l’unica, visto che gli altri sono antipolitica”.

Chi sono i candidati della sua lista?

“La squadra mi piace, è quadrata, è giovane, costituita da persone con nessuna esperienza politica, ad eccezione di Milva Magnani. È un gruppo entusiasta: a cominciare dal dott. Pietro Bologna, capolista e coordinatore, Chiara Cercaci, dirigente di azienda, Massimiliano Lucaboni, laureato, Michele Manzoni, ex carabiniere congedato che ha combattuto in Iraq … sono tutte persone volenterose, di diversa età, genere ed estrazione sociale. Ci sono anche dei pensionati, che non vanno trascurati perché costituiscono una risorsa valida ed affidabile”.

 Come andrà a finire?

“Io spero in un confronto alla pari con Melappioni. Sto offrendo l’alternativa a un cittadino che è stanco e che si lamenta: se poi voterà sempre Melappioni io questo non lo so. Ma se lo fa, poi non brontoli!”

a cura di Chiara Cascio

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Tags: JesiPolitica
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