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Massimiliano Lucaboni: "La mia ricetta per Jesi"

JESI – Il suo nome circola già da mesi, ma l’ufficialità è giunta solo da pochi giorni. Di sicuro, Massimiliano Lucaboni è il primo candidato sindaco alle elezioni amministrative jesine della prossima primavera, alla testa di una lista civica di recente formazione, Libera Azione Jesi.

Nel 2012, le liste civiche sono riuscite dove gli altri avevano sempre fallito. Jesi è ancora una città di sinistra?

«Se guardiamo alle ultime elezioni, europee e regionali, direi senza dubbio di sì. Poi, le amministrative sono altra cosa. Si vota il candidato che dovrà guidare la città ed entrano in gioco altri fattori, come la conoscenza personale, la stima verso il personaggio da votare; insomma entrano in gioco aspetti umani oltre che politici».

Perché legare la sua candidatura ad una lista civica?

«L’idea di presentare una lista civica ci è venuta per essere ovviamente il più inclusivi possibile. Presentare sic et simpliciter la lista di Forza Italia ci avrebbe limitato la possibilità di allargare la nostra base di consensi. Comunque, come si vedrà nel simbolo che prima di fine anno presenteremo, la nostra lista civica sarà nel solco del centro destra jesino, che dopo anni siamo riusciti a far tornare protagonista in città.  La lista è costituita da persone provenienti dall’area forzista, laica e democristiana, come anche da esponenti leghisti e siamo in attesa di ulteriori adesioni. Insomma, a Jesi torna da protagonista il centro destra originale, non in fotocopia».

Quali saranno i punti principali della sua campagna e del programma di governo?

«Quando Bacci vinse le elezioni promise di aprire il comune alla città e fece togliere quel cancello messo dalla vecchia giunta. Sfortunatamente lì si è fermato. 5 sono i nostri punti fermi: nel lavoro e nel sociale, amplificare i punti della legge che consentano al Comune di assumere jesini con gravi problemi lavorativi ed economici e modificare il principio di assegnazione delle case popolari in modo da favorire l’assegnazione alle famiglie jesine. Sul fronte tasse, taglio della TARI per le attività commerciali e per i privati che adottano un cane dal nostro canile. Sulla sanità, avere due triage con personale adeguato per un Pronto soccorso a misura d’uomo. Sulla viabilità, andare a trovare tutte quelle soluzioni che aumentino i parcheggi e favoriscano il commercio. Sulla sicurezza, basta con l’arrivo incontrollato di extracomuntari. Infine la sicurezza con la polizia urbana anche di notte a coadiuvare polizia e carabinieri. Proporremo una sorta di scudo per quei concittadini che malauguratamente, per legittima difesa, siano stati costretti a sparare contro il proprio aggressore».

Bacci anticipò i nomi della sua giunta. Farà lo stesso?

«Probabilmente sì».

Qual è l’avversario da battere? Un Bacci bis, il futuro candidato della sinistra o quello del Movimento Cinque Stelle?

«Direi tutti e tre. La differenza è che con Bacci ci si muove nello stesso bacino elettorale, anche se lui ha un transatlantico e noi una barchetta.  Ma oggi le varie elezioni hanno visto spesso che i favoriti poi tanto favoriti non lo erano. Vedremo: sarà comunque una bella esperienza».

IL PERSONAGGIO

Massimiliano Lucaboni è nato a jesi il 24 gennaio 1967. Laureato in sociologia ad Urbino, lavora presso la SIMM, agenzia con sede a Jesi e si occupa di intermediazione petrolifera. Separato, ha una figlia di 18 anni e fa politica da 25. Per anni segretario politico del PSI, dopo una pausa di dieci anni, nel 2012 è stato chiamato nel PdL, dove ha ricoperto l’incarico di vice coordinatore cittadino per alcuni mesi. Da 4 anni guida Forza Italia a Jesi con il compito di coordinatore.

A cura di Marco Torcoletti

 

Marco Torcoletti

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